{"id":1295,"date":"2026-05-24T22:55:09","date_gmt":"2026-05-24T22:55:09","guid":{"rendered":"https:\/\/highqcell.com\/case-report\/salvataggio-del-piede-dopo-infezione-del-sito-chirurgico\/"},"modified":"2026-05-26T01:04:15","modified_gmt":"2026-05-26T01:04:15","slug":"salvataggio-del-piede-dopo-infezione-del-sito-chirurgico","status":"publish","type":"portfolio","link":"https:\/\/highqcell.com\/it\/case-report\/salvataggio-del-piede-dopo-infezione-del-sito-chirurgico\/","title":{"rendered":"Salvataggio del piede dopo infezione del sito chirurgico"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row row_height_percent=&#8221;0&#8243; override_padding=&#8221;yes&#8221; h_padding=&#8221;2&#8243; top_padding=&#8221;5&#8243; bottom_padding=&#8221;5&#8243; back_color=&#8221;color-xsdn&#8221; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;4&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; content_parallax=&#8221;0&#8243; uncode_shortcode_id=&#8221;126022&#8243; back_color_type=&#8221;uncode-palette&#8221;][vc_column column_width_percent=&#8221;100&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; style=&#8221;light&#8221; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; shift_x=&#8221;0&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; shift_y_down=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; medium_width=&#8221;0&#8243; mobile_width=&#8221;0&#8243; sticky=&#8221;yes&#8221; width=&#8221;1\/4&#8243; uncode_shortcode_id=&#8221;121167&#8243;][vc_column_text uncode_shortcode_id=&#8221;210963&#8243;]<\/p>\n<div style=\"background: #f6f8fb; border: 1px solid rgba(0,35,75,0.08); padding: 32px 26px; color: #00234b; box-sizing: border-box;\">\n<div style=\"width: 86px; height: 86px; border-radius: 50%; background: #ffffff; border: 1px solid rgba(0,35,75,0.12); display: flex; align-items: center; justify-content: center; font-size: 28px; font-weight: 600; letter-spacing: 1px; margin-bottom: 28px;\">ER<\/div>\n<div style=\"font-size: 12px; text-transform: uppercase; letter-spacing: 1.4px; opacity: 0.55; margin-bottom: 12px;\">Caso clinico a cura del<\/div>\n<div style=\"font-size: 17px; font-weight: bold; margin-bottom: 10px;\">Dott. Elia Ricci<\/div>\n<div style=\"font-size: 15px; line-height: 1.65; margin-bottom: 4px;\">Specialista in Chirurgia Generale e Vulnologia<\/div>\n<div style=\"font-size: 15px; line-height: 1.65;\">Policlinico di Monza, Italia<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column column_width_percent=&#8221;100&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; style=&#8221;light&#8221; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; shift_x=&#8221;0&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; shift_y_down=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; medium_width=&#8221;0&#8243; mobile_width=&#8221;0&#8243; width=&#8221;3\/4&#8243; uncode_shortcode_id=&#8221;184207&#8243;][vc_column_text uncode_shortcode_id=&#8221;141021&#8243;]<\/p>\n<p><strong>01 \u00b7 Il paziente<\/strong><br \/>\nUn uomo di 70 anni in condizioni di estrema fragilit\u00e0 sistemica \u00e8 giunto alla nostra attenzione dopo aver sviluppato un&#8217;infezione del sito chirurgico in seguito ad amputazione dell&#8217;alluce sinistro e successivo intervento transmetatarsale.<\/p>\n<p>Il paziente presentava una lunga storia di piede diabetico. Era diabetico da circa vent&#8217;anni e soffriva di arteriopatia periferica cronica non rivascolarizzabile, insufficienza renale cronica diabetica e neuropatia. Anche la sua storia cardiovascolare era grave: nel 2003 era stato sottoposto a posizionamento di stent coronarico a rilascio di farmaco per cardiopatia ischemica e nel 2022 era stato ricoverato per infarto miocardico acuto, trattato con stenting coronarico. Era stato inoltre sottoposto a endoarteriectomia carotidea destra.   <\/p>\n<p>Il paziente era stato precedentemente sottoposto ad amputazione dell&#8217;alluce sinistro nel 2010 a causa di esposizione ossea ed era noto al nostro centro dal 2017 per lesioni ricorrenti su piede diabetico misto.<\/p>\n<p>La terapia farmacologica comprendeva pantoprazolo, rivaroxaban, aspirina, bisoprololo, rosuvastatina-ezetimibe, dutasteride, silodosina, pioglitazone, Suliqua e metformina.<\/p>\n<p><strong>02 \u00b7 La lesione<\/strong><br \/>\nIl paziente \u00e8 tornato alle nostre cure nell&#8217;ottobre 2025 dopo un ricovero presso un altro centro per osteomielite e condizione settica, che aveva richiesto amputazione transmetatarsale del quarto e quinto metatarso del piede sinistro.<\/p>\n<p>Alla presentazione del 4 ottobre 2025, la ferita mostrava deiscenza con suture ancora in sede. La lesione misurava 1,62 cm\u00b2 e presentava segni di infezione locale, con esposizione del moncone osseo all&#8217;estremit\u00e0 prossimale della ferita. <\/p>\n<p>Il dolore non poteva essere valutato in modo affidabile a causa della neuropatia diabetica preesistente. Anche la valutazione standard mediante ossimetria e imaging iperspettrale non era fattibile perch\u00e9 lo stato infiammatorio-infettivo avrebbe compromesso l&#8217;affidabilit\u00e0 del test. <\/p>\n<p>Il rischio clinico era elevato: nel contesto di neuropatia diabetica, arteriopatia periferica cronica non rivascolarizzabile, insufficienza renale ed esposizione ossea, la ferita comportava un rischio concreto di progressione verso amputazione maggiore.<\/p>\n<p><strong>03 \u00b7 Storia dei trattamenti precedenti<\/strong><br \/>\nIl paziente era noto al nostro centro da diversi anni a causa di complicanze ricorrenti del piede diabetico.<\/p>\n<p>Tra il 2017 e il 2024 si erano sviluppate quattro lesioni su piede diabetico misto caratterizzato sia da vasculopatia che da neuropatia. Era stato inoltre sottoposto a resezione della prima falange dell&#8217;alluce destro. Questi eventi erano associati all&#8217;uso persistente di calzature inadeguate e a scarsa aderenza alle linee guida dietetiche, con conseguente scarso controllo glicemico.  <\/p>\n<p>Nell&#8217;ottobre 2025, dopo il recente episodio settico e l&#8217;amputazione transmetatarsale, al paziente \u00e8 stata proposta un&#8217;amputazione a met\u00e0 coscia presso un altro centro, ma l&#8217;ha rifiutata e ha chiesto il nostro parere.<\/p>\n<p>Presso il nostro centro \u00e8 stata mantenuta la terapia antibiotica sulla base dei risultati della coltura ossea intraoperatoria. Le suture sono state rimosse ed \u00e8 stato eseguito un debridement iniziale. Il paziente ha confermato la sua determinazione a non accettare l&#8217;amputazione e i rischi sono stati chiaramente spiegati.  <\/p>\n<p><strong>04 \u00b7 Decisione e protocollo<\/strong><br \/>\nDato l&#8217;alto rischio di amputazione e il rifiuto del paziente di un&#8217;opzione chirurgica demolitiva, \u00e8 stata proposta una strategia conservativa di salvataggio dell&#8217;arto.<\/p>\n<p>Il piano di trattamento comprendeva revisione chirurgica, rimozione del tessuto compromesso, controllo dell&#8217;infezione locale, scarico e terapia con cellule mononucleate.<\/p>\n<p>Sono state programmate tre applicazioni di cellule mononucleate, distanziate di circa 30-40 giorni. Ogni seduta combinava E-PRP infiltrativo con copertura CGF. <\/p>\n<p>\u00c8 stata presa in considerazione anche l&#8217;ossigenoterapia iperbarica, ma \u00e8 stata successivamente esclusa perch\u00e9 il paziente era claustrofobico.<\/p>\n<p>La procedura rigenerativa \u00e8 stata eseguita utilizzando il kit procedurale High Q Cell\u00ae All-In-One. L&#8217;E-PRP \u00e8 stato infiltrato lungo la linea dell&#8217;angiosoma delle arterie tibiale anteriore e peroneale, mentre il CGF \u00e8 stato applicato per coprire la lesione. <\/p>\n<p><strong>05 \u00b7 Risposta clinica<\/strong><br \/>\nIl 13 ottobre 2025 il paziente \u00e8 stato ricoverato per revisione della ferita, resezione del quinto metatarso clinicamente compromesso e applicazione di terapia a pressione negativa per cinque giorni.<\/p>\n<p>Durante la stessa fase di trattamento \u00e8 stato somministrato E-PRP infiltrativo lungo le linee arteriose tibiale anteriore e peroneale e la ferita \u00e8 stata coperta con CGF. Il decorso postoperatorio \u00e8 stato regolare. <\/p>\n<p>Il paziente ha tollerato lo scarico con sistema di compressione pneumatica e deambulatore. Dopo la fase perioperatoria \u00e8 stato continuato il trattamento locale con antisettici a base di argento. <\/p>\n<p>Il 27 novembre 2025 \u00e8 stata eseguita la seconda procedura E-PRP e CGF in regime di day hospital. A quel punto la ferita misurava 4,53 cm\u00b2. \u00c8 stato utilizzato lo stesso approccio: infiltrazione di E-PRP lungo le linee arteriose tibiale anteriore e peroneale, combinata con copertura CGF.  <\/p>\n<p>Il decorso postoperatorio \u00e8 rimasto regolare e la lesione \u00e8 progressivamente migliorata. Anche i parametri di controllo glicemico e renale sono migliorati e sono state introdotte medicazioni in idrofibra per favorire la granulazione. <\/p>\n<p><strong>06 \u00b7 Esito e follow-up<\/strong><br \/>\nIl 18 dicembre 2025 la lesione si era gi\u00e0 ridotta significativamente a 0,73 cm\u00b2, corrispondente a una riduzione di oltre l&#8217;83%.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio di gennaio, dopo sei settimane di terapia, il trattamento antibiotico \u00e8 stato interrotto.<\/p>\n<p>Il 16 gennaio 2026 la ferita mostrava un&#8217;area sostanzialmente stabile di 0,86 cm\u00b2. Il terzo innesto di E-PRP e CGF \u00e8 stato eseguito come previsto, utilizzando lo stesso metodo procedurale e kit. Poich\u00e9 era comparsa una lesione plantare alla testa del secondo dito, quel dito \u00e8 stato rimosso contemporaneamente. Il decorso postoperatorio \u00e8 stato regolare e il paziente \u00e8 stato dimesso il terzo giorno.   <\/p>\n<p>Il 26 febbraio 2026, dopo un periodo regolare di trattamento locale con medicazioni in idrofibra, il caso \u00e8 stato considerato risolto. Il paziente \u00e8 stato dimesso con prescrizione di calzature su misura adeguate. <\/p>\n<p>Il 13 aprile 2026, sei mesi dopo la prima procedura, il follow-up ha confermato un risultato finale stabile con buona cicatrizzazione. <\/p>\n<p><strong>07 \u00b7 Discussione<\/strong><br \/>\nQuesto caso illustra il potenziale ruolo della terapia combinata E-PRP e CGF come parte di una strategia controllata di salvataggio dell&#8217;arto in un paziente diabetico fragile con infezione del sito chirurgico ed esposizione ossea.<\/p>\n<p>Il caso era particolarmente complesso perch\u00e9 la ferita si \u00e8 sviluppata dopo amputazione transmetatarsale in un paziente con neuropatia, arteriopatia periferica cronica non rivascolarizzabile, insufficienza renale e grave cardiopatia. I margini terapeutici standard erano ristretti e il rischio di amputazione maggiore era elevato. <\/p>\n<p>Il trattamento non ha sostituito gli standard di cura. Revisione chirurgica, rimozione del tessuto non vitale, controllo dell&#8217;infezione, terapia antibiotica, scarico e calzature adeguate sono rimasti elementi essenziali del protocollo. <\/p>\n<p>All&#8217;interno di questo approccio strutturato, la terapia con cellule mononucleate pu\u00f2 aver contribuito a migliorare l&#8217;ambiente biologico locale supportando la stimolazione vascolare mirata, la riparazione tissutale e i meccanismi di difesa locale.<\/p>\n<p>L&#8217;uso del concetto di woundosome \u00e8 stato particolarmente rilevante: l&#8217;E-PRP \u00e8 stato infiltrato lungo le linee arteriose tibiale anteriore e peroneale per concentrare i fattori rigenerativi nel territorio vascolare coinvolto dalla lesione.<\/p>\n<p>Il risultato pi\u00f9 significativo non \u00e8 stato solo la chiusura della ferita, ma la preservazione dell&#8217;arto in un paziente che era gi\u00e0 stato considerato ad alto rischio di amputazione. Il caso si \u00e8 risolto entro dieci settimane e la cicatrice stabile osservata al follow-up di sei mesi suggerisce una risposta clinica duratura. <\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un paziente diabetico fragile ha sviluppato un&#8217;infezione del sito chirurgico e deiscenza della ferita dopo amputazione transmetatarsale, con esposizione ossea e alto rischio di amputazione maggiore. Tre applicazioni di E-PRP e CGF, combinate con revisione chirurgica e controllo standard dell&#8217;infezione, hanno portato alla risoluzione del caso entro 10 settimane e a una cicatrizzazione stabile al follow-up di sei mesi. <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1330,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"portfolio_category":[],"class_list":["post-1295","portfolio","type-portfolio","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/1295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio"}],"about":[{"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/portfolio"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1295"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/1295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1368,"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio\/1295\/revisions\/1368"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"portfolio_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/highqcell.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_category?post=1295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}