01 · La paziente
Una donna di 80 anni è stata inviata alla nostra attenzione nel luglio 2024 con dolore severo all’alluce sinistro, associato a flittene apicale e chiari segni di compromissione vascolare acrale.

La sua anamnesi comprendeva principalmente sclerodermia con malattia di Raynaud. Il quadro clinico era ulteriormente complicato da ipertensione e fibrillazione atriale cronica, per le quali era in trattamento con anticoagulanti orali ad azione diretta. Risultava inoltre positiva al Lupus Anticoagulant, aumentando il suo rischio trombotico.

Dal punto di vista vulnologico, la paziente era già stata sottoposta ad amputazione del primo, secondo e terzo dito del piede destro nel maggio 2023. Era stata inoltre sottoposta ad angioplastica transluminale percutanea dell’arteria femorale destra, e un’ecografia Doppler eseguita nell’aprile 2024 aveva rivelato arteriopatia occlusiva periferica cronica bilaterale.

La sua terapia farmacologica comprendeva dabigatran etexilato, olmesartan medoxomil con idroclorotiazide, allopurinolo, aminaftone, digossina, atenololo, colchicina, paracetamolo e pregabalin.

02 · La lesione
Alla presentazione del 9 luglio 2024, l’alluce sinistro era cianotico e dolente, con una vescicola apicale. L’aspetto clinico era compatibile con malattia di Raynaud complicata da ischemia acrale.

L’area della lesione misurava 7,59 cm² e il dolore era severo, con un punteggio NRS di 9.

La lesione non era una lesione ulcerativa standard. Si era sviluppata nel contesto di vasocostrizione acrale, dolore ischemico, malattia autoimmune sistemica e arteriopatia periferica bilaterale. Le precedenti amputazioni di dita controlaterali rendevano la preservazione dell’alluce sinistro particolarmente importante per la deambulazione e la qualità di vita.

03 · Storia del trattamento precedente
Alla prima valutazione, è stata avviata una terapia vasodilatatrice in consultazione con il reparto di reumatologia.

È stata eseguita un’ulteriore valutazione mediante ecografia Doppler, che fortunatamente ha escluso la necessità di rivascolarizzazione. Questo ha confermato che la gestione immediata della paziente doveva concentrarsi sul controllo della malattia di base e sul supporto alla sopravvivenza tissutale locale.

Nonostante il trattamento standard, la condizione locale è peggiorata. Il 12 dicembre 2024, la paziente è tornata con progressione della lesione e ischemia acrale iniziale. L’area della lesione era diminuita a 1,73 cm², ma il dolore rimaneva severo, con un punteggio NRS di 8, e il rischio clinico di amputazione era diventato evidente.

Date le precedenti amputazioni controlaterali e il peggioramento della condizione, è stata ritenuta necessaria una strategia alternativa di salvataggio dell’arto e del dito.

04 · Decisione e protocollo
A causa del rischio di amputazione e della precedente perdita di dita del piede controlaterale, è stato proposto il trattamento con E-PRP e CGF.

È stato selezionato un ciclo di tripla applicazione nel tentativo di salvare l’alluce e l’avampiede.

La prima procedura è stata eseguita il 19 dicembre 2024, utilizzando il kit procedurale High Q Cell® All-In-One. E-PRP e CGF sono stati ottenuti da sangue autologo durante la stessa procedura.

Il razionale biologico era utilizzare l’E-PRP per supportare la circolazione collaterale e ridurre l’infiammazione locale, mentre il CGF forniva una matrice di fibrina densa capace di sostenere l’attività rigenerativa locale nel tempo.

05 · Risposta clinica
Il 13 gennaio 2025, il follow-up ha mostrato un eccellente recupero, con ripristino della vascolarizzazione alla base della prima falange e solo un’area minima di ecchimosi acrale.

L’11 febbraio 2025, al controllo preoperatorio, la lesione misurava 1,12 cm². Il dolore era diminuito ma rimaneva intenso, con un punteggio NRS di 5.

È stato quindi eseguito il secondo innesto di E-PRP in sedazione analgesica. L’iniezione ha interessato l’angiosoma dell’arteria tibiale anteriore e l’area del primo metatarso del piede, ed è stata combinata con l’applicazione di CGF utilizzando lo stesso kit procedurale. Il decorso postoperatorio è stato regolare.

Il 18 febbraio 2025, la paziente è stata dimessa con recupero ottimale, piede caldo e dolore in diminuzione, con un punteggio NRS di 4.

06 · Esito e follow-up
Il 4 marzo 2025, è stato eseguito il terzo e ultimo innesto di E-PRP nell’area dell’angiosoma tibiale anteriore e negli spazi interossei dei metatarsi in tutto l’avampiede, insieme all’innesto di CGF. Il decorso postoperatorio è stato regolare.

Da questo momento in poi, la lesione è entrata nella fase di risoluzione. Il dolore è rimasto controllato e il trattamento è continuato con medicazioni avanzate locali in idrofibra fino alla chiusura.

Il 7 aprile 2025, la lesione misurava 0,55 cm², con dolore ancora in diminuzione a NRS 4. Il 20 maggio 2025, la lesione si era ulteriormente ridotta a 0,34 cm², mentre il dolore era sceso a NRS 2.

Il 22 luglio 2025, la lesione misurava 0,24 cm² e il dolore era diventato solo un lieve fastidio, con un punteggio NRS di 1. Il 14 ottobre 2025, l’area della lesione rimaneva stabile a 0,24 cm², ma era chiaramente in guarigione e il dolore era completamente scomparso, raggiungendo NRS 0.

Il 19 dicembre 2025, dieci mesi dopo il primo trattamento con E-PRP e CGF, è stata raggiunta la risoluzione completa. All’ultima visita di follow-up nel maggio 2026, la paziente rimaneva libera da malattia.

07 · Discussione
Questo caso illustra il possibile ruolo della terapia con PBMNC nella sindrome di Raynaud complicata da arteriopatia periferica e progressione ischemica acrale.

Il caso era clinicamente significativo perché la sola terapia vasodilatatrice standard era insufficiente a prevenire il peggioramento. La paziente era già stata sottoposta ad amputazioni di dita controlaterali, quindi preservare l’alluce sinistro era essenziale per l’equilibrio, la deambulazione e la qualità di vita.

La risposta è stata progressiva e lineare, il che è particolarmente importante nelle lesioni ischemiche correlate a Raynaud. In questa condizione, tempi di guarigione lunghi non sono necessariamente un indicatore negativo; ciò che conta è il controllo della malattia, la stabilizzazione della vitalità tissutale e la riduzione costante del dolore e delle dimensioni della lesione.

Le tre applicazioni di E-PRP e CGF sembrano aver supportato il recupero vascolare locale, ridotto il dolore ischemico e contribuito a prevenire la progressione verso l’amputazione.

Questo trattamento non deve essere interpretato come un’alternativa alla gestione standard della sindrome di Raynaud o dell’arteriopatia periferica. Piuttosto, può essere considerato come parte di un piano terapeutico appropriato in casi selezionati in cui l’ischemia acrale progredisce nonostante le terapie standard e la preservazione tissutale è una priorità.